La festa americana per Ratzinger
L’umanità ha il diritto di fondare le proprie scelte pubbliche sulla ricerca della verità, sulla fede alleata della ragione, senza imposizioni di alcuna natura e in una società pluralistica e laica, nel segno dell’estensione nel mondo delle libertà civili: questo “diritto a Dio” ha rivendicato il Papa, festeggiato con onori vistosi e solenni nella Casa Bianca di George W. Bush, anche nel nome dei padri fondatori della democrazia americana. E il presidente che ha messo le questioni di etica pubblica e privata al centro del suo programma e del suo metodo, che ha fatto della sua ispirazione religiosa di cristiano rinato un potente elemento di forza culturale, in un paese in cui destra repubblicana e sinistra liberal sono unite nel riconoscere lo spazio pubblico della fede, ha ringraziato Joseph Ratzinger per il suo magistero sulla sacralità della vita.

L’umanità ha il diritto di fondare le proprie scelte pubbliche sulla ricerca della verità, sulla fede alleata della ragione, senza imposizioni di alcuna natura e in una società pluralistica e laica, nel segno dell’estensione nel mondo delle libertà civili: questo “diritto a Dio” ha rivendicato il Papa, festeggiato con onori vistosi e solenni nella Casa Bianca di George W. Bush, anche nel nome dei padri fondatori della democrazia americana. E il presidente che ha messo le questioni di etica pubblica e privata al centro del suo programma e del suo metodo, che ha fatto della sua ispirazione religiosa di cristiano rinato un potente elemento di forza culturale, in un paese in cui destra repubblicana e sinistra liberal sono unite nel riconoscere lo spazio pubblico della fede, ha ringraziato Joseph Ratzinger per il suo magistero sulla sacralità della vita. Una festa prodigiosa, nutrita di idee che i lettori di questo giornale conoscono bene, e un cui saggio pubblichiamo oggi nella pagina di apertura dell’inserto dedicata alla storia della dignità umana.
In Europa si tratta di temi detti “delicati”, di cui si tende a parlare sottovoce, salvo le notevoli eccezioni di Nicolas Sarkozy e di Tony Blair, ma a Washington e a New York sono stati e saranno il centro di tutto. Non sono cose da bigotti, per usare il linguaggio sciatto con cui si espellono dalla conversazione quotidiana interrogativi e risposte di una cultura cristiana razionale e piena di vera passione veritativa. La sostanza di questo incontro è la libertà civile, una laicità in cui la separazione tra chiesa e stato non impedisce coattivamente, ideologicamente, di attribuire alla fede, alla capacità di credere, una immensa forza nella definizione di una dignità del vivere che si ispira a criteri assoluti, impossibili da ridurre al diritto positivo o ai risultati della scienza sperimentale intesi come idoli e guide uniche del pensiero sociale.
Il Papa tocquevilliano ha ripetuto, nel tripudio di una grande amicizia temporale e spirituale, quel che sappiamo tutti, e che spesso ci diciamo senza trarne le conseguenze: il meglio della capacità profetica della società americana, l’estensione delle sue libertà individuali oltre l’angustia di uno stato onnipotente ed etico, con la capacità storica di combattere in patria e all’estero per i diritti dell’uomo, nasce dal riconoscimento della virtù trascendente della libertà e dell’eguaglianza, che vengono con la vita stessa, con un mistero non costruito da noi, e si confermano nel rispetto di tutte le libertà razionali ed etiche, compresa la libertà di pensare e di credere. E’ la secolarizzazione nella giustizia, nell’equilibrio e nella speranza il segreto di un compleanno così speciale vissuto dal successore di Pietro nella capitale dell’impero.
In Europa si tratta di temi detti “delicati”, di cui si tende a parlare sottovoce, salvo le notevoli eccezioni di Nicolas Sarkozy e di Tony Blair, ma a Washington e a New York sono stati e saranno il centro di tutto. Non sono cose da bigotti, per usare il linguaggio sciatto con cui si espellono dalla conversazione quotidiana interrogativi e risposte di una cultura cristiana razionale e piena di vera passione veritativa. La sostanza di questo incontro è la libertà civile, una laicità in cui la separazione tra chiesa e stato non impedisce coattivamente, ideologicamente, di attribuire alla fede, alla capacità di credere, una immensa forza nella definizione di una dignità del vivere che si ispira a criteri assoluti, impossibili da ridurre al diritto positivo o ai risultati della scienza sperimentale intesi come idoli e guide uniche del pensiero sociale.
Il Papa tocquevilliano ha ripetuto, nel tripudio di una grande amicizia temporale e spirituale, quel che sappiamo tutti, e che spesso ci diciamo senza trarne le conseguenze: il meglio della capacità profetica della società americana, l’estensione delle sue libertà individuali oltre l’angustia di uno stato onnipotente ed etico, con la capacità storica di combattere in patria e all’estero per i diritti dell’uomo, nasce dal riconoscimento della virtù trascendente della libertà e dell’eguaglianza, che vengono con la vita stessa, con un mistero non costruito da noi, e si confermano nel rispetto di tutte le libertà razionali ed etiche, compresa la libertà di pensare e di credere. E’ la secolarizzazione nella giustizia, nell’equilibrio e nella speranza il segreto di un compleanno così speciale vissuto dal successore di Pietro nella capitale dell’impero.